Angolo Musicale

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giovedì, febbraio 09, 2006

09.02.06 La morte di don Andrea SANTORO

Un sacerdote della diocesi di Roma, missionario FIDEI DONUM come me ma in terra della Turchia e' stato ammazzato domenica scorsa. Ho ritenuto opportuno pubblicare la lettera che lui ha scritto al Papa facendosi voce del suo gregge (9 persone). Nel leggera la sua lettera vedrete che si respira il vento missionario. Quando parla del suo gregge parla anche dei non cattolici e dei non cristiani ivi presenti. Anche io sono partito nell'anno 2000. Che possano accumunarci anche la stessa testimonianza di vita fino alla fine. Don Andrea Santoro prega anche per noi.
CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 8 febbraio 2006 (ZENIT.org).- Pochi giorni prima di essere barbaramente ucciso, don Andrea Santoro aveva inviato una toccante lettera a Benedetto XVI. È stato lo stesso Santo Padre a rivelarlo nel corso dell'udienza generale. “È uno specchio della sua anima sacerdotale – ha detto –, del suo amore per Cristo e per gli uomini, del suo impegno per i piccoli”. Il testo integrale della lettera è pubblicato sull’edizione italiana de “L'Osservatore Romano” del 9 febbraio. Lo riportiamo di seguito.

Roma 31 gennaio 2006
Santità, le scrivo a nome di alcune signore georgiane della mia parrocchia "Sancta Maria" a Trabzon (Trebisonda) sul Mar Nero in Turchia. Me l'hanno dettata in turco, la traduco come è uscita dalla loro bocca così gliela faccio avere in occasione della mia venuta a Roma. Io sono don Andrea Santoro, prete "Fidei donum" della chiesa di Roma in Turchia, nella diocesi di Anatolia, qui residente da 5 anni. Il mio gregge è formato da 8/9 cattolici, i tanti ortodossi della città e i musulmani che formano il 99 per cento della popolazione. Sarebbe lei Santità, sia il vescovo della mia diocesi di partenza (Roma) sia il vescovo della mia diocesi di arrivo dal momento che si tratta di un "Vicariato apostolico". È a questo doppio titolo che le recapito la lettera delle tre georgiane.
“CARO PAPA, a nome di tutti i georgiani la salutiamo. Da Dio chiediamo per te salute nel nome di Gesù. Siamo molto contenti che Dio ti ha scelto come Papa. Prega per noi, per i poveri, per i miseri di tutto il mondo, per i bambini. Crediamo che le tue preghiere arrivano dirette a Dio. I Georgiani sono molto poveri, hanno debiti, senza casa, senza lavoro. Siamo senza forze. Viviamo in questo momento a Trabzon e lavoriamo. Tu prega che Dio ci benedica e crei in noi un cuore nuovo e pulito. Noi non dimentichiamo la vita cristiana e per i turchi cerchiamo di essere un buon esempio nel nome di Dio, perché per mezzo nostro vedano e glorifichino Dio. Noi abbiamo molte cose da dire e da raccontare ma, Inshallah, se verrai a Trabzon potremo parlare faccia a faccia. La tua venuta sarà una festa felice. Da Dio chiediamo e auguriamo per te salute e pace e vita cristiana. Baciamo le tue mani. Saremo contenti che tu ci risponda e ci mandassi una foto con la tua firma. Tu come papà comune prega per don Andrea e Loredana, che Dio dia loro forza e a Trabzon per mezzo loro la chiesa cresca e si moltiplichi. Maria, Marina e Maria”. A nome degli altri cristiani georgiani ti invitiamo a Trabzon per la tua prossima venuta a Novembre in Turchia.
Santità, mi unisco a queste tre donne per invitarla davvero da noi. È un piccolo gregge, come diceva Gesù, che cerca di essere sale, lievito e luce in questa terra. Una sua visita, se pur rapida, sarebbe di consolazione e incoraggiamento. Se Dio vuole... a Dio niente è impossibile. La saluto e la ringrazio di tutto. I suoi libri mi sono stati di nutrimento durante i miei studi di teologia. Mi benedica. E che Dio benedica e assista anche lei.
don Andrea Santoro Prete “Fidei donum” della diocesi di Roma in Turchia, diocesi di Anatolia, città di Trabzon sul Mar Nero, chiesa di “Sancta Maria”
ZI06020805

mercoledì, febbraio 01, 2006

01.02.06 Passati i 3 giorni dell'anno cinese

Domenica e' stato il primo giorno del nuovo anno cinese, anno del Cane.

Si dice anno nuovo, vita nuova. Esatto. A volte e' proprio vero. E' vero per me che ho iniziato l'anno nuovo in una nuova parrocchia. Quindi anno nuovo, vita nuova. Ho iniziato la domenica sedendomi nel confessionale, per tutta la mattina. Mi sono alzato ad aiutare a distribuire la comunione, e poi a celebrare l'eucaristia in inglese. Mentre predicavo, ho ricordato le prediche che facevo in Italia. Certo che usare un'altra lingua e' tutta altra cosa. Comunque non ero pronto in quel momento a stare di fronte a tanta gente che attendeva alla messa. Comunque e' stata davvero una bella esperienza. Dopo la messa molti fedeli si sono avvicinati per darmi il benvenuto, anche se il benvenuto ufficiale sara' domenica prossima.
In questi giorni, mi sto guardando attorno per capire come funziona questa nuova parrocchia, immensa parrocchia. Ho chiesto al sacrestano quante ostie prepara alla domenica. Mi ha detto 3000. Davvero tante persone. Sto ancora sistemando le mie cose che avevo solo appoggiato prima della mia partenza per l'Italia. Ieri ho cambiato l'ordine della mia stanza. Domani spero di finire con il mio ufficio.

Oggi ho anche iniziato a incontrare gli studenti universitari con i due operatori pastorali, che lavorano con me. Sono stato prima alla sede della federazione degli studenti cattolici universitari, che e' situata difronte alla casa canonica dove abito e poi con gli studenti siamo andati a pranzare insieme. E mentre si mangiava si parlava con i membri uscenti e nuovi della Chinese University di cui sono l'assistente spirituale. La societa' cattolica dell'universita', come ho avuto modo di spiegare altrove, e' guidata da un consiglio di studenti che cambia ogni anno. In questo periodo, dunque, avviene l'avvicendamento. Io pero' non avevo ancora incontrato i nuovi studenti. Oggi quindi, abbiamo avuto modo di conoscerci. Tra i nuovi membri c'erano soltanto 3 studenti. Gli altri 2 li incontrero' in altra occasione. Di questi 5 nuovi membri, solo 3 sono cattolici. Staremo a vedere se anche attraverso questo servizio potranno conoscere meglio Gesu' e chissa' se ascolteranno la sua Parola cosi' da trasformarli completamente. Preghiamo.
SONO MOLTO FELICE CHE MI LEGGETE. IMITATE GAETANINO GRUMESE DI ROMA!!!! LASCIATE ANCHE VOI UN MESSAGGIO OPPURE FATEMI DELLE DOMANDE. CIAO

sabato, gennaio 28, 2006

28.01.06 Ultimo giorno dell'anno lunare

Oggi sabato 2006 e' l'ultimo giorno dell'anno lunare, piu' comunemente chiamato anno cinese. E' festa non solo per i cinesi ma anche per le nazioni circostanze come la Corea e il Vietnam.

Oggi comunque e' il giorno nel quale i cinesi vanno a comprare fiori freschi, ma e' anche il giorno nel quale si cena con i membri della propria famiglia. Purtroppo non sempre e' possibile cenare insieme quest'oggi, e allora si anticipa in qualche giorno passato della settimana che si sta chiudendo. E' anche il giorno nel quale si fanno le spese necessarie per la cena e il pranzo di domani. Normalmente i negozi sono chiusi per 3 giorni (i primi 3 giorni dell'anno cinese). E' davvero dfficile trovare qualche ristorante aperto. Ma gia' da qualche anno, al 3 giorno molti negozi sono aperti anche perche' bisogna andare a spendere i soldi che dal primo giorno dell'anno i celibi, i nubili ricevono dagli adulti e dalle persone sposate. Questi soldi sono consegnati in una bustina rossa sulla quale e' riportato il carattere della fortuna e della benedizione .
Noi cattolici invece, stasera celebriamo la messa di ringraziamento per l'anno trascorso. Dopo la messa poi, tutti vanno via al mercato dei fiori, dove si trovano anche altre cose che normalmente fanno riferimento al segno zodiacale dell'anno che entra. Quest'anno che finisce e' l'anno della gallina. Inizia quindi l'anno del cane. In questi mercati rionali la folla e' immensa. Sembra quasi che l'obiettivo non sia tanto quello di comprare fiori, piante o gadget vari, quanto invece di fare un bagno di folla. La folla infatti e' immensa a tal punto che non e' nemmeno facile fermarsi alle bancarelle.
Per le strade si respira aria di festa. Tutti e' colorato di rosso, colore di festa, di gioia e di fortuna. Si appendono molte lanterne rosse, con scritte ben auguranti. E' quasi d'obbligo dire parole ben auguranti a tutti, anche agli sconosciuti. Gli auguri che si possono fare da oggi fino al ventesimo giorno del nuovo anno riguardano la salute, i desideri, il lavoro, la fortuna e gli affari. E' davvero un momento di grande festa.
Anch'io questa sera mi preparo a ringraziare il Signore con i miei fratelli e le mie sorelle cinesi. Per me poi, con questo nuovo anno inizia un tempo davvero singolare, il mio servizio presbiterale missionario nella nuova parrocchia di Santa Teresa, dove gia' risiedo. Stasera poi, sara' la prima volta che concelebrero' l'Eucaristia con gli altri 4 preti della parrocchia con cui condividero' il peso pastorale.
E anche a voi che mi leggete auguro buon anno, tanta salute e l'energia del drago e del cavallo.
新 年 快 樂
身 體 健 康
龍 馬 精 神

venerdì, gennaio 27, 2006

26.01.06 Sono arrivato ad Hong Kong

Finalmente sono arrivato ad Hong Kong.
Mi sono riposato da Dio dopo piu' di 24 ore durante le quali me la sono spassato tra aeroporti e aerei. L'altra mattina pensavo di perdere l'aereo Bari-Roma. Era l'unico aereo che non aderiva allo sciopero dell'Alitalia e allora si e' messo il cattivo tempo a farci rischiare di perderlo. Dopo circa 2 ore seduti sull'aereo perche' la pista era ghiacciata, ci hanno fatto scendere dallo stesso er attendere in aeroporto per circa un'ora e poi quindi partire. Sono arrivato alle 12.40 circa a Roma e dopo aver fatto il check-in con la Thai Airways, il tempo di passare dalla cappellina dell'aeroporto per poi entrare per l'imbarco. Purtroppo non ho potuto celebrare la messa e me ne dispiaccio tanto. Ci tenevo proprio poi nel giorno della Conversione di San Paolo. Poi il volo Roma-Bangkok. Tutto normale. Ho visto 3 films in inglese. Era da molto tempo che non vedevo infatti film in inglese. Non ho quindi dormito anche perche' siamo arrivati a Bangkok quando ora locale erano le 6.00 del mattino. Ho visto dall'aereo il sole che sorgeva. In Italia invece erano le 24.00 circa. Passando su l'Afganistan mi sono ricordato del mio caro cugino Luigi che mi ha chiamato al telefono qualche minuto prima di decollare da Roma. E' stato bello sentirlo. Ho attreversato l'Afganistan quando forse lui dormiva. Ma l'ho pensato. Giunto poi a Hong Kong sono stato felicissimo di sentire il cinese attorno a me. Anche se ci vuole qualche giorno per recuperare i 5 mesi in cui non ho parlato cinese. La brutta sorpresa che ho trovato e' che la scheda del mio telefonino non funzionava ancora. Oggi dovrebbero sistemarmela. Speriamo bene. Poi sono andato alla Pime House per il pranzo. In aeroporto c'era padre Siso a prendermi con la mia macchina. Alla Pime House ho incontrato alcuni miei confratelli e ho celebrato la messa con alcuni di loro. Dopo essere andato per sistemare il telefonino, sono quindi rientrato in parrocchia o meglio entrato ufficialmente. Ho guidato subito la macchina secondo lo stile inglese che qua si usa. Ho incontrato il parroco, i viceparroci italiani e gli altri collaboratori. Poi chiacchiere varie, cena cinese finalmente. Dopo cena con padre Vincenzo ho provato le tante chiavi della parrocchia. E quindi il sonno.

Stamattina poi, devo incontrare il parroco per capire cosa devo fare in parrocchia e poi sistemarmi le valigie e altre cose.
Ringrazio ancora una volta tutti quelli che ho incontrato in questi miei mesi di vacanza in Italia, dai quali ho imparato ad amare di piu' il Signore Dio. Che Egli sempre vi sostenga e sempre vi protegga. A presto.

sabato, novembre 05, 2005

La Cina rivede la sua politica di pianificazione familiare

La Cina rivede la sua politica di pianificazione familiare.
Una riflessione sulle conseguenze frena le politiche più dure PECHINO, sabato, 29 ottobre 2005 (ZENIT.org).-

La Cina sta pagando un pesante pegno per la sua dura politica di controllo demografico dell’ultimo quarto di secolo. Un riepilogo di queste conseguenze è apparso in un articolo pubblicato il 15 settembre sul New England Journal of Medicine. L’articolo intitolato “The Effect of China's One-Child Family Policy after 25 Years” (Le conseguenze della politica del figlio unico in Cina dopo 25 anni), scritto da Therese Hesketh e Zhu Wei Xing, osserva che questa normativa riguarda materie che spaziano dalle dimensioni della famiglia, al matrimonio in età avanzata, allo scaglionamento dei figli. L’espressione “politica del figlio unico” è in effetti fuorviante, in quanto essa è applicata solo ad una parte della popolazione e principalmente ai dipendenti pubblici e agli abitanti delle aree urbane. Alle famiglie rurali viene generalmente consentito di avere un secondo figlio, anche se dopo cinque anni dalla nascita del primo, soprattutto se il primo è una femmina.Le restrizioni sono attuate attraverso un sistema assai diversificato di premi e di penalità, amministrato dai funzionari pubblici locali. Esso può comprendere incentivi economici per chi rispetta le regole, o consistenti sanzioni, tra cui la confisca dei beni e il licenziamento dal lavoro, per chi non le rispetta.La contraccezione e l’aborto sono la spina dorsale di questa politica. In genere vengono attuate misure di lunga durata, come i dispositivi intrauterini e la sterilizzazione, che insieme assommano a più del 90% dei metodi contraccettivi utilizzati sin dalla metà degli anni ’80. Gli autori osservano che alle donne in genere non viene data alcuna la possibilità di scelta nella contraccezione.Hesketh e Zhu osservano poi che le autorità rivendicano il successo di questa politica che ha impedito la nascita di un numero di bambini che va dai 250 milioni ai 300 milioni. Gli autori avvertono tuttavia che le statistiche demografiche in Cina sono note per essere oggetto di manipolazione da parte del Governo. Il tasso di fertilità totale – la media dei figli nati per donna – è diminuito dai 2,9 del 1979 all’1,7 del 2004, con un livello dell’1,3 figli nelle aree urbane e poco meno di 2,0 figli nelle zone rurali.L’eliminazione delle figlie Una delle conseguenze della pianificazione familiare è la crescente sproporzione tra maschi e femmine. La proporzione di maschi nati vivi rispetto alle femmine nate vive varia dall’1,03 all’1,07 nei Paesi industrializzati. In Cina il rapporto era dell’1,06 nel 1979, ma nel 2001 ha raggiunto la cifra di 1,17 maschi per ogni femmina.La selezione del sesso attraverso l’aborto, resa possibile grazie all’uso delle immagini ecografiche mediante le quali identificare il sesso dei bambini non nati, riguarda un’ampia percentuale delle bambine femmine uccise. E mentre si pensa all’infanticidio come ad un fenomeno raro, si osserva che, di fatto, le fanciulle malate ricevono meno cure mediche. La crescente scarsità di donne ha già portato ad un aumento dei rapimenti e del traffico di donne finalizzato al matrimonio, e potrebbe ben rappresentare una minaccia alla stabilità del Paese negli anni che verranno, secondo alcuni analisti.Il basso tasso di natalità ha fatto da sfondo ad un rapido invecchiamento della popolazione cinese. La percentuale delle persone ultra sessantacinquenni era il 5% della popolazione nel 1982 e ora si attesta al 7,5%. Entro il 2025 potrebbe raggiungere il 15%. Si tratta di cifre certamente più basse rispetto ai Paesi industrializzati. Ma la mancanza di un adeguato sistema pensionistico in Cina implica che gran parte degli anziani debba dipendere dai propri figli per un sostegno, tanto da generare preoccupazione per il numero sempre più esiguo di nascite. Le autorità hanno implicitamente riconosciuto alcuni dei problemi generati dalle misure di pianificazione familiare, e stanno adottando politiche più flessibili in diverse regioni del Paese. Una ammissione palese è arrivata invece all’inizio di quest’anno, secondo la Reuters del 6 gennaio, quando, in occasione del raggiungimento in Cina della soglia di 1,3 miliardi di persone, un editoriale apparso sul China Daily, pur sostenendo la politica del figlio unico, ha ammesso che: “la politica della pianificazione familiare è diventata controproducente in alcuni luoghi”.La Reuters ha poi riportato lo stesso giorno che la Cina stava adottando ulteriori misure per ridurre la pratica dell’aborto selettivo. L’agenzia di stampa afferma che, secondo i dati del Governo, per ogni 100 femmine nascono 119 maschi. L’aborto per la selezione del sesso era già stato reso illegale, ma i nuovi programmi prevedono un ulteriore restringimento della normativa, tra cui il divieto di far uso di apparecchi ecografici per identificare il sesso dei feti.Le autorità hanno tuttavia chiarito che non faranno opposizione alle politiche di pianificazione familiare. L’Associated Press ha riferito il 5 gennaio scorso che una donna di Shangai, Mao Hengfeng, è stata condannata ad ulteriori tre mesi di lavori forzati per la sua opposizione alle politiche. La donna stava già scontando la pena di un anno e mezzo per la sua campagna diretta all’eliminazione delle politiche di pianificazione familiare.Le repressioni aumentano I recenti eventi verificatisi nella provincia orientale dello Shandong dimostrano quanto restrittive siano ancora le politiche di pianificazione familiare. Il 7 settembre, il Washington Post ha riferito che Chen Guangcheng, contadino non vedente che ha partecipato alla campagna contro l’uso della sterilizzazione forzata e all’aborto coatto, era stato arrestato dalle autorità mentre si trovava a Pechino nel periodo in cui stava preparando un ricorso contro questi abusi.Chen vive a Linyi, una città a Sud-Est della capitale. Egli aveva protestato contro quei provvedimenti locali che imponevano ai genitori con due figli di essere sterilizzati, e alle donne incinte del terzo figlio di essere sottoposte ad aborto. Tre giorni dopo il Washinton Post riferiva che Chen era stato posto agli arresti domiciliari dalle autorità e non poteva ricevere visite. La rivista Time del 19 settembre, trattando dello stesso tema, ha riportato graficamente le descrizioni del caso di aborto forzato a cui è stata sottoposta Li Juan, esercitato su un feto di 9 mesi di gestazione. L’articolo spiega che le politiche di pianificazione familiare erano state allentate a livello nazionale nel 2002, consentendo ai genitori di avere ulteriori figli, a condizione di pagare pesanti sanzioni. Ma, oggi, in molti casi i funzionari locali del Partito comunista continuano a mantenere in vigore il sistema anteriore e le relative norme.Dopo le critiche espresse dai responsabili provinciali, per i tassi di natalità a loro avviso troppo alti, i funzionari locali hanno avviato una campagna a marzo per l’eliminazione di ciò che hanno considerato come nascite in eccesso. La rivista Time ha descritto l’operazione come “una delle più brutali sterilizzazioni di massa e campagne abortive mai viste in anni”. In una singola contea, almeno 7.000 persone erano state costrette a farsi sterilizzare tra marzo e luglio. Secondo il Time, diversi abitanti dei villaggi erano stati percossi a morte per aver tentato di aiutare i componenti delle proprie famiglie ad evitare la sterilizzazione.I funzionari hanno anche arrestato i componenti delle famiglie che non volevano essere sterilizzati, secondo il Chicago Tribute del 2 ottobre. E in un caso, una famiglia era stata costretta a pagare una multa equivalente a 617 dollari, più di quanto un agricoltore medio guadagna in un anno di lavoro nella provincia.Il Washington Post ha ripreso l’argomento il 20 settembre scorso, riportando che i funzionari della città di Linyi erano stati licenziati per gli abusi commessi nell’attuazione della politica del figlio unico. Ma il quotidiano ha anche citato Jian Tianyong, avvocato locale, coinvolto in una causa contro i funzionari, il quale avrebbe detto che solo alcuni funzionari di livello inferiore erano stati puniti, senza toccare i leader del partito.Gli eventi recenti sono stati criticati dall’organizzazione per i diritti umani Amnesty International. In un comunicato stampa del 14 ottobre, Amnesty ha affermato di non aver preso una posizione ufficiale sulla “politica del controllo delle nascite”. La sua preoccupazione è rivolta invece alle violazioni dei diritti umani commesse nell’applicazione di questa politica mediante mezzi coercitivi.Con riferimento all’imposizione dell’aborto e della sterilizzazione, e alla detenzione delle persone, Amnesty ha dichiarato di considerare tali azioni “delle pratiche crudeli, disumane e degradanti, equiparabili alla tortura”. ZIA05102901