Angolo Musicale

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domenica, gennaio 21, 2007

2007.01.20 L’Associazione patriottica è il vero ostacolo ai rapporti Cina-Vaticano

Roma (AsiaNews) - “Il più grande ostacolo ai rapporti diplomatici fra Vaticano e Cina è l’onnipresenza dell’Associazione Patriottica (Ap). Essa è anche il problema più grave per la vita della Chiesa, perché rischia di inquinare i fondamenti dogmatici del cattolicesimo. Il Vaticano deve cercare di neutralizzarla ”: lo hanno detto ad AsiaNews cattolici cinesi della Chiesa ufficiale e sotterranea.

Controllo ideologico

Fondata il 2 agosto 1957, con la funzione di mediare fra gli ideali del Partito e la Chiesa cattolica, l’Ap è ormai divenuta la vera piovra che domina e strangola la vita delle comunità cinesi.

Con oltre 3 mila segretari, vicesegretari e capo-uffici, più i diversi impiegati locali, l’Ap riesce a controllare e dominare il piccolo gruppo di circa 5 milioni di cattolici ufficiali, così che nessun passo della Chiesa possa sfuggire: essi decidono le nomine dei vescovi; “consigliano” loro le nomine dei parroci; decidono gli insegnanti dei seminari; valutano le vocazioni maschili e femminili per l’entrata in seminario o nei conventi; sovrintendono alla gestione amministrativa delle diocesi.

Il controllo “ideologico” è pressoché totale. “Quando succede un fatto in una parrocchia o una diocesi – racconta un cattolico del nord della Cina – il segretario dell’Ap locale non avvisa anzitutto il vescovo, ma i suoi capi provinciali e regionali. Organizzano un incontro per vedere cosa fare e come affrontare i problemi e poi comunicano al vescovo il problema e le soluzioni”. Grazie alla loro solerte vigilanza, i seminaristi ricevono ogni mese un insegnamento supplementare sulla politica religiosa del Partito e vengono interrogati ogni volta per vedere e hanno assimilato o no la lezione.

La “democrazia” nella teologia

A differenza di quanto succede in tutte le chiese del mondo – dove l’autorità è dei vescovi e della conferenza episcopale – in Cina la massima autorità della Chiesa ufficiale è una “Assemblea unitaria dell’Ap e del consiglio dei vescovi cinesi”, formata dai rappresentanti di organizzazioni cattoliche (scelti dall’Ap), segretari dell’Ap e vescovi, dove questi sono in minoranza. Tutte le decisioni – almeno secondo lo statuto - vengono prese “democraticamente”. “Questo aspetto democratico – dice un altro cattolico - è falso: in realtà l’Ap decide e poi fa accettare le sue scelte. A Pechino, dove ci si prepara a sostituire il vescovo patriottico Fu Tieshan, molto malato, l’Ap ha già stabilito i nomi dei candidati alla successione e ha reso chiaro che non accetterà altri”.

Il punto è che l’Assemblea tratta anche di teologia, liturgia e sacramenti della Chiesa, fra cui le ordinazioni dei vescovi. In questo modo, la vita e il cuore stesso della Chiesa sono sottomessi alle decisioni politiche e a un metodo “democratico” che inquina e rischia di distruggere la dimensione apostolica e sacramentale della fede cattolica.

Negli ultimi decenni, molti vescovi della Chiesa ufficiale hanno riconosciuto la loro situazione ambigua e hanno segretamente chiesto perdono al papa, riconciliandosi con la Santa Sede e appartenendo all’Ap solo in modo formale. Grazie alle comunicazioni più frequenti con la Cina – e a una certa distensione con il governo cinese – la Santa Sede è pure riuscita a far eleggere come vescovi candidati scelti da lei. Ma la situazione è piuttosto precaria, come si vede dalle ultime ordinazioni illecite avvenute l’anno scorso. Almeno 45 diocesi (su 97) della Chiesa ufficiale non hanno vescovo o sono ormai molto anziani. Se l’Ap procede a una serie di ordinazioni a raffica essa rischia di creare una Chiesa parallela, vanificando il lavoro di riconciliazione compiuto dal Vaticano in questi anni.

I cattolici sotterranei arrestati dall’Ap

L’Ap è anche la causa della persecuzione. In Cina, tutti i cattolici che rifiutano il controllo dell’Ap si incontrano in luoghi non riconosciuti dal governo, con sacerdoti non registrati e vescovi legati alla Santa Sede, ma non riconosciuti dal Ministero degli Affari religiosi. Secondo un membro, ormai in pensione, di tale Ministero “sono i membri dell’Ap a svelare la sede delle comunità sotterranee, a guidare la polizia e a esigere l’arresto dei cattolici non ufficiali”.

Secondo dati di AsiaNews almeno 17 vescovi sotterranei sono scomparsi, arrestati o tenuti in isolamento; 20 sacerdoti sono in arresto. L’ultimo arresto è avvenuto il 27 dicembre scorso nell’Hebei. Dei 9 sacerdoti arrestati, 5 rimangono ancora in prigione e 4 sono stati liberati.

Alcuni vescovi ufficiali affermano che negli ultimi anni si nota un inasprimento ideologico dell’Ap. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che “la maggior parte dei segretari non sono cattolici, ma atei, membri del Partito fra i più radicali, il cui scopo è distruggere le religioni o perlomeno controllarle da vicino”.

L’Ap unico ostacolo fra Cina e Santa Sede

Tale inasprimento si nota nella accresciuta persecuzione verso le comunità sotterranee e nel maggiore controllo verso le comunità ufficiali. Secondo i cattolici intervistati da AsiaNews, la ragione è da cercare proprio nei piccoli passi di dialogo fra Cina e Vaticano. “L’Ap – essi dicono - è ormai l’unico e vero ostacolo al ristabilimento dei rapporti diplomatici fra Roma e Pechino. Per questo essi bloccano ogni passo del governo e suggeriscono che non c’è bisogno dei rapporti con la Santa Sede perché la Cina è forte e potente. Il vaticano deve cercare di dare una spinta, una spallata per neutralizzare questa organizzazione”.

Anche le ultime ordinazioni illecite vengono considerate dei “bastoni fra le ruote” ai segni di distensione che stanno avvenendo fra Pechino e la Santa Sede.

Un altro elemento che accresce la tensione è l’aumento nei fedeli dell’adesione al papa e alla Chiesa cattolica, insieme al disprezzo verso l’Ap. Tale disprezzo è alimentato anche dagli scandali di cui sono protagonisti membri dell’Ap e del Ministero degli affari religiosi che in tutti questi anni si son impadroniti di edifici e proprietà delle diocesi. Secondo la legge cinese, dopo il sequestro avvenuto durante la Rivoluzione Culturale, essi dovrebbero essere restituiti alla Chiesa cattolica. Invece i “controllori” della Chiesa le hanno intestate a proprio nome, vendendole, trasformandole in alberghi e intascando i ricavati. Secondo i dati dell’Holy Spirit Study Centre di Hong Kong, i beni ingiustamente intascati dall’Ap e dal ministero si aggirano sui 130 miliardi di yuan (circa 13 miliardi di euro).

sabato, gennaio 20, 2007

2007.01.20 COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE: RIUNIONE SULLA SITUAZIONE DELLA CHIESA CATTOLICA NELLA CINA CONTINENTALE

COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE: RIUNIONE SULLA SITUAZIONE DELLA CHIESA CATTOLICA NELLA CINA CONTINENTALE

Il Papa Benedetto XVI, nel desiderio di approfondire la conoscenza della situazione della Chiesa cattolica nella Cina Continentale, ha convocato un’apposita Riunione, che ha avuto luogo nel Palazzo Apostolico Vaticano nei giorni 19 e 20 gennaio 2007.

Ai lavori, presieduti da Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, hanno preso parte alcuni rappresentanti dell’Episcopato cinese (Hong Kong, Macao e Taiwan) e coloro che, per la Santa Sede, seguono più da vicino la questione cinese. L’ampio ed articolato dibattito è stato animato da franchezza e da fraterna cordialità.

Alla luce della travagliata storia della Chiesa in Cina e dei principali avvenimenti degli ultimi anni, sono stati presi in esame i problemi ecclesiali più gravi e urgenti, che attendono adeguate soluzioni in relazione ai principi fondamentali della costituzione divina della Chiesa e della libertà religiosa. Si è preso atto, con profonda riconoscenza, della luminosa testimonianza, offerta da Vescovi, sacerdoti e fedeli, i quali, senza cedere a compromessi, hanno mantenuto la propria fedeltà alla Sede di Pietro, a volte anche a prezzo di gravi sofferenze. Con particolare gioia si è, altresì, constatato che oggi la quasi totalità dei Vescovi e dei sacerdoti è in comunione con il Sommo Pontefice.

Sorprendente, inoltre, è stata la crescita numerica della comunità ecclesiale che, anche in Cina, è chiamata ad essere testimone di Cristo, a guardare in avanti con speranza e a misurarsi, nell’annuncio del Vangelo, con le nuove sfide che la società sta affrontando.

Nella molteplicità dei contributi dei partecipanti è emersa la volontà di proseguire il cammino di un dialogo rispettoso e costruttivo con le Autorità governative, per superare le incomprensioni del passato. Si è, inoltre, auspicato di pervenire a una normalizzazione dei rapporti ai vari livelli, al fine di consentire la pacifica e fruttuosa vita della fede nella Chiesa e di lavorare insieme per il bene del Popolo cinese e per la pace nel mondo.

Il Santo Padre, Che è stato ampiamente ragguagliato in merito alle proposte maturate nel corso della Riunione, ha benevolmente deciso di indirizzare una Sua Lettera ai cattolici in Cina.

[00091-01.01] [Testo originale: Italiano]

[B0032-XX.01]

lunedì, dicembre 25, 2006

25.12.2006 Santo Natale

Carissimi
vi giungano ancora una volta i miei auguri di
Santo Natale.
Il Signore si degni di visitare il vosto cuore,
la vostra famiglia,
la vostra casa,
il vostro paese.
Il Signore si degni di abitare con voi
per sempre.
Ancora una volta,
AUGURI.
Grazie a tutti coloro che ho incontrato durante la mia permanenza in Italia.
Non tutti ho potuto incontrare di persona;
molti li ho sentiti per telefono;
molti altri tramite SMS;
molti altri ancora attraverso la preghiera.
Vi voglio bene.
Confido ancora nel dono della vostra preghiera.
Auguri

sabato, dicembre 09, 2006

09.12.2006 Programma di Roma e del mio ritorno a Grumo

Carissimi,

tra nove ore circa parto per Roma. Viaggero' con la Cathay Pacific Airways, la compagnia di bandiera di HK, dicono che sia la migliore del mondo. Io ho gia' viaggiato in passato con questa, ma e' la prima volta che faccio un lungo viaggio. Vi sapro' dire dopo.
Arrivero' a Roma Fiumicino alle 7.20 circa. Mi trasferiro' dopo una bella colazione all'italiana (caffe espresso e cornetto) presso Villa Lituania, situata in Piazza Asti, in Roma. Dopo avermi sistemato un po', intendo andare alla Casa Generalizia del Pime in via Guerrazzi per il pranzo. Nel pomeriggio tardi poi inizia il programma degli universitari che adesso vi accludo.

V Convention Europea degli Studenti Universitari
Roma, 11-14 dicembre 2006


“La carità intellettuale: via per una nuova cooperazione
Europa-Asia”

Programma generale

Domenica 10 Dicembre 2006

Ore 19.00 Parrocchia SS. Aquila e Priscilla
Via Pietro Blaserna, 113
Messa Internazionale

Presiede: S. Ecc. Mons. Rrok M. Mirdita
Vescovo di Tirana-Durrës - Albania

e festa degli Universitari

Lunedì 11 Dicembre 2006

Ore 9.30: Visita all’Università di Roma “Tor Vergata”

Ore 11.00: Celebrazione Eucaristica
Presiede: Mons. Lorenzo Leuzzi
Direttore Ufficio per la Pastorale
Universitaria - Vicariato di Roma

Ore 12.00 Saluto
Prof. Alessandro Finazzi Agrò
Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

Incontro: Autorità accademiche

Ore 15.00 Incontro con gli studenti Erasmus/Socrates europei ed Asiatici

Ore 20.30: Parrocchia S. Maria del Rosario di Pompei alla Magliana
Piazza della Madonna di Pompei, 4

Veglia Mariana

Martedì 12 Dicembre 2006

Ore 8.30-19.30: Convention in Videoconferenza con l’Europa e l’Asia
LINK CAMPUS UNIVERSITY OF MALTA
Via Nomentana, 335—00162 Roma

Ore 20.30: Basilica di Santa Maria Maggiore
Piazza Santa Maria Maggiore

Arrivo dell’Icona—Concerto

Mercoledì 13 Dicembre 2006

Ore 9.30: Presentazione della V Giornata Europea degli
Universitari
Incontro con il CTV
P. Federico Lombardi s.j.
Direttore della Sala Stampa della Santa Sede
LUMSA– Facoltà di Scienze delle Formazione
P.zza delle Vaschette, 101

Ore 15.00: Musei Vaticani

Ore 20.30: Parrocchia di Santa Silvia
Viale Giuseppe Sitori, 2

Liturgia penitenziale

Giovedì 14 Dicembre 2006

Ore 9.30: Visita della città di Roma

Ore 17.00: Basilica di S. Pietro in Vaticano
Messa degli universitari
Incontro con S.S. Benedetto XVI



Il Giorno 15 mattina parto per BARI con l'Alitalia (sperando che non ci siano scioperi). Dovrei arrivare a Bari alle 10.20 circa. Mi fermero' a casa mia fino al 23 mattina. Alle ore 9.10 parto per Roma, cosi' che alle 12.15 possa ripartire per Hong Kong. Speriamo che non ci sia lo sciopero e la neve come capito' a gennaio di quest'anno quando rischiai di non dover partire per HK. Il mio cellulare italiano e': 349.3844838.
Come vi ho gia' scritto, non andro' in giro da nessuna parte, se non a fare visita all'arcivescovo. Spero di incontrarvi. A presto. Un forte abbraccio.


PS: GAETANINO, fatti vivo quando arrivi a Roma. Potremmo davvero incontrarci. A presto.

sabato, dicembre 02, 2006

2006.12.02 Comunicato della Santa Sede circa l'ordinazione episcopale illegittima a Xuzhou

COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE CIRCA L'ORDINAZIONE EPISCOPALE ILLEGITTIMA A XUZHOU (CINA CONTINENTALE)


La Santa Sede si sente in dovere di far conoscere la sua posizione in merito all'ordinazione episcopale del sacerdote Giovanni Wang Renlei, che ha avuto luogo giovedì, 30 novembre u.s., a Xuzhou nella provincia di Jiangsu (Cina Continentale).

1) Il Santo Padre ha appreso la notizia con profondo dolore, poiché la suddetta ordinazione episcopale è stata conferita senza il mandato pontificio, vale a dire senza rispettare la disciplina della Chiesa cattolica circa la nomina dei Vescovi (cfr. canone 377, § 1, del Codice di Diritto Canonico).

2) Quella di Xuzhou è l'ultima – in ordine di tempo – delle ordinazioni episcopali illegittime, che travagliano la Chiesa cattolica in Cina ormai da alcune decine di anni, creando divisioni nelle comunità diocesane e tormentando la coscienza di molti ecclesiastici e fedeli. Questa serie di atti estremamente gravi, che offendono i sentimenti religiosi di ogni cattolico in Cina e nel resto del mondo, è frutto e conseguenza di una visione della Chiesa, che non corrisponde alla dottrina cattolica e sovverte principi fondamentali della sua struttura gerarchica. Infatti, come precisa il Concilio Vaticano II, "uno è costituito membro del Corpo episcopale in virtù della consacrazione sacramentale e mediante la comunione gerarchica col Capo del Collegio e con le membra" (Lumen gentium, n. 22, primo capoverso).

3) La Santa Sede, venuta a conoscenza all'ultimo momento della progettata ordinazione episcopale nella diocesi di Xuzhou, non ha mancato di fare quei passi, che erano possibili nel breve tempo a disposizione, affinché non si arrivasse a un atto che avrebbe prodotto una nuova lacerazione della comunione ecclesiale. Infatti un'ordinazione episcopale illegittima è un atto oggettivamente così grave che il diritto canonico stabilisce severe sanzioni per coloro che la conferiscono e la ricevono, sempre che l'atto sia compiuto in condizioni di vera libertà (cfr. canone 1382 del Codice di Diritto Canonico).

4) È consolante costatare che, malgrado le difficoltà passate e presenti, la quasi totalità dei Vescovi, i sacerdoti, i religiosi, le religiose ed i laici in Cina, consapevoli di essere membra vive della Chiesa universale, hanno mantenuto una profonda comunione di fede e di vita con il Successore di Pietro e con tutte le comunità cattoliche sparse per il mondo.

5) La Santa Sede è consapevole del dramma spirituale e della sofferenza di quegli ecclesiastici – Vescovi consacranti e Ordinandi – che si trovano costretti a essere parte attiva di ordinazioni episcopali illegittime, contravvenendo in tal mondo alla tradizione cattolica che in cuor loro vorrebbero seguire fedelmente. Essa, inoltre, partecipa al disagio interiore di quei cattolici – sacerdoti, religiosi, religiose e laici – che si vedono obbligati ad accogliere un Pastore, che sanno non essere in piena comunione gerarchica né col Capo del Collegio dei Vescovi né con gli altri Vescovi sparsi nel mondo.

6) Per quanto riguarda le ordinazioni episcopali, la Santa Sede non può accettare di essere messa di fronte a fatti compiuti. Pertanto, deplora il modo di procedere nell'ordinazione del sacerdote Wang Renlei, avvenuta a Xuzhou, e si augura che incidenti del genere non si ripetano in futuro.
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Vi invito a pregare per questo motivo in questo tempo di Avvento. Auguri di buon e santo Avvento a tutti.